Tornare a investire (XIII workshop sull'impresa sociale)

Quando: 10/09/2015 07:00 → 11/09/2015 12:30
Dove: Riva del Garda (TN)

WORK SHOP SULL’ IMPRESA SOCIALE

TORNARE A INVESTIRE

XIII Workshop sull’Impresa Sociale

10-11 settembre 2015 Riva del Garda (Trento)

 

#WIS15

PROGRAMMA*

 

* IN PROGRESS

TORNARE A INVESTIRE

STRATEGIE, AZIONI E POLITICHE PER UN NUOVO CICLO DI VITA DELLIMPRESA SOCIALE

Il nuovo quadro normativo, l’accumularsi di risorse dedicate (di varia natura e provenienza), ma soprattutto la necessità di nuovi modelli di servizio e di business (a fronte della crisi di quelli tradizionali) e l’esigenza di recuperare legittimità (messa in crisi dagli scandali recenti), rappresentano importanti sollecitazioni per l’impresa sociale. La propensione all’investimento costituisce una variabile cruciale per osservare (e accompagnare) l’evoluzione di un comparto imprenditoriale attraverso una fase alquanto delicata del suo sviluppo.

Iris Network dedica la XIII edizione del Workshop sull’impresa sociale all’approfondimento di tematiche inerenti gli investimenti compiuti da imprese sociali, guardando sia ad esperienze consolidate che a più recenti startup. L’intento è di cogliere, nelle scelte compiute dalle organizzazioni e dai loro principali interlocutori, le condizioni per l’avvio di un nuovo ciclo di vita, volto ad affermare questo modello d’impresa come uno dei principali fattori di sviluppo economico e di coesione sociale.

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www.tornareainvestire.it | www.irisnetwork.it

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workshop@irisnetwork.it

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+39.0461.283375

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WIS Workshop sull’Impresa Sociale

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@Iris_Network #wis15

1"

GIOVEDÌ 10|09|15

9.00ACCOGLIENZA E REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

10.00-12.30 PLENARIA

Il decennio breve dell’impresa sociale: le mie cronache come presidente di Iris Network

Keynote speech: Carlo Borzaga (Iris Network)

Beni comuni e impresa sociale: un connubio per generare nuove economie

Keynote speech: Lorenzo Sacconi (EconomEtica | Università degli Studi di Trento)

La XIII edizione del Workshop sull’impresa sociale. Percorsi per tornare a investire

I principali temi in un’infografica. A cura di Iris Network

12.30PRANZO

14.00-17.00 PARALLELE

Gli investimenti nelle imprese sociali: come accompagnarli e sostenerli

#CONFRONTI

Conduce: Elio Silva (Il Sole 24 ore)

Contenuti e contenitori: rigenerazione, innovazione, partecipazione

#TEMI&PRASSI

A cura di Silvia Sacchetti (The Open University, UK), Massimo Caroli (Consorzio Fare Comunità)

Investimenti in corso d’opera: interrogare le buone pratiche dell’impresa sociale

#TEMI&PRASSI

Modera: Andrea Bernardoni (Legacoopsociali)

Community building nelle organizzazioni mutualistiche: da valore sociale a componente strategica

#TEMI&PRASSI

A cura di Riccardo Luciani, Marco Tognetti (LAMA Development and Cooperation Agency), Laura Martelloni (Impact Hub Firenze)

Spazio all’upcycling: l’economia circolare del riuso come strategia di cambiamento

#CLUSTER

A cura di Alessandro Dimauro (AleDima Studio), Martino Orler (Cooperativa sociale A.L.P.I.)

Spazio Social Tech: orientare l’innovazione tecnologica al sociale

#CLUSTER

A cura di Francesca Battistoni, Giulia Sateriale (Social Seed)

17.00-19.00 PLENARIA

L’innovazione come proprietà emergente di un sistema economico: ripartire da Schumpeter

Keynote speech: Cristiano Antonelli (Università degli Studi di Torino | Collegio Carlo Alberto)

Premiazione competition “A new social wave III: rigenerare, innovare, crescere”

A cura di Con.Solida, Trentino Social Tank, Iris Network e Fondazione Italiana Accenture

19.00APERITIVO/CENA

2"

VENERDÌ 11|09|15

9.00-11.00 PARALLELE

Costruire ecosistemi d’innovazione: le tappe del percorso, i soggetti che accompagnano

#TEMI&PRASSI

A cura di Paolo Venturi (Aiccon)

Startup e rami d’azienda per una contaminazione consapevole

#TEMI&PRASSI

A cura di Con.Solida e Trentino Social Tank

L’innovazione culturale e creativa alla scoperta dell’impresa sociale

#TEMI&PRASSI

A cura di Culturalia

Spazio all’upcycling: l’economia circolare del riuso dalla nicchia al distretto

#CLUSTER

Modera: Andrea Vecci (Economia e sostenibilità EStà, Milano)

Spazio Social Tech: tecnologie accessibili, makers e disabilità

#CLUSTER

A cura di Francesca Battistoni, Tamami Komatsu, Giulia Sateriale (Social Seed)

& Kristian Mancinone (Cooperativa sociale BigBang, Bologna), Guglielmo Apolloni (Diffuse Creativity Design Thinkers), Valeria Adani (Epoca, Milano)

Nuovi modelli: come la sharing economy trasforma il terzo settore

#CONFRONTI

A cura di Tommaso Sorichetti (Puntodock), Carlo Andorlini (Libera)

Effetto traino? A quali condizioni la riforma può sostenere gli investimenti dell’impresa sociale

#CONFRONTI A cura di Vita

11.00BREAK

11.30-13.30 PLENARIA

Quel che è prioritario - e non solo trendy - per chi investe nell’impresa sociale

Intervengono:

Vincenzo Manes | imprenditore e consigliere del Presidente del Consiglio per il terzo settore Sergio Urbani | Segretario Generale Fondazione Cariplo

Modera: Gianluca Salvatori (Euricse)

13.30BRUNCH DI SALUTO

3"

GIOVEDÌ 10|09|15

SESSIONE PLENARIA | giovedì 10|09 | ore 10

Il decennio breve dell’impresa sociale: le mie cronache come presidente di Iris Network

Keynote speech: Carlo Borzaga (Iris Network)

Da sei anni a questa parte Carlo Borzaga, fondatore e presidente di Iris Network, aggiorna i partecipanti al Workshop sui principali eventi che caratterizzano l’evoluzione dell’impresa sociale. Una cronaca non solo da aggiornare in base agli ultimi sviluppi - legati soprattutto all’attuazione del percorso di riforma normativa - ma anche da rileggere come “storia breve” dell’impresa sociale in un arco di tempo in cui si è avviata la “grande transizione” del settore verso l’assetto attuale. L’affermazione di nuovi approcci alla produzione di valore sociale (social business, social entrepreneurship, social innovation, ecc.), i mutamenti dei mercati (soprattutto quelli governati dalla Pubblica Amministrazione), la differenziazione della domanda (pesantemente rimodulata dalla crisi), gli assetti normativi e di policy (a livello nazionale ed europeo), restituiscono un quadro di rischi ed opportunità rispetto al quale ridefinire le strategie di sviluppo e le conseguenti scelte di investimento.

Carlo Borzaga è professore ordinario di politica economica presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento, presidente di Iris Network e presidente di Euricse (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises), nonché uno tra i massimi esperti di impresa sociale a livello nazionale.

SESSIONE PLENARIA | giovedì 10|09 | ore 11

Beni comuni e impresa sociale: un connubio per generare nuove economie

Keynote speech: Lorenzo Sacconi (EconomEtica – Università degli Studi di Trento)

Il dibattito attuale sui beni comuni è fortemente caratterizzato da elementi regolativi e procedurali che nel loro insieme lasciano spesso sullo sfondo la dimensione economica ed imprenditoriale del fenomeno. Riflettere sulle condizioni di attivazione di economie dei beni comuni consente di focalizzare al meglio il ruolo dell’impresa sociale e delle sue strategie di investimento, nonché di allargare il campo di applicazione dei beni comuni alle parti “hard” dell’economia, in particolare dei servizi industriali (energia, acqua, reti internet). Questi beni sono oggi gestiti e governati secondo logiche che ancora non trovano un’adeguata “terza via” tra la massimizzazione degli interessi di mercato e il ritorno ad una gestione completamente pubblica. Lorenzo Sacconi – professore di economia politica presso l’Università degli Studi di Trento e membro del board di Iris Network – affronterà questo tema, così complesso e al tempo stesso ricco di opportunità, a partire dai contenuti della sua ultima fatica editoriale: “Beni comuni e cooperazione”, curata con Stefania Ottone per i tipi de Il Mulino.

Lorenzo Sacconi è professore ordinario di politica economica presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento e titolare della cattedra Unicredit per l’etica economica e la responsabilità sociale dell’impresa. E’ direttore del centro interuniversitario EconomEtica, presso l’Università Milano-Bicocca, che riunisce atenei italiani attivi sui temi dell’etica economica e la CSR.

4"

SESSIONE PLENARIA | giovedì 10|09 | ore 12

La XIII edizione del Workshop sull’impresa sociale. Percorsi per tornare a investire

I principali temi in un’infografica. A cura di Iris Network

Il recente dibattito sull’investimento sociale è pesantemente influenzato dalla variabile finanziaria. In particolare i prodotti di impact investing tendono ad assorbire la maggior parte degli sforzi rispetto alla costruzione di ecosistemi in grado di abilitare e sostenere lo sviluppo dell’impresa sociale. Pur riconoscendo il ruolo della leva finanziaria, è importante procedere ad un’attenta segmentazione interna dei prodotti e dei servizi legati a queste risorse (fund), proponendo un mix che risponda alle effettive esigenze di queste imprese e ne valorizzi le peculiarità. In secondo luogo è necessario guardare ad altri percorsi di investimento dell’impresa sociale: il capitale umano (skill), i nuovi mercati che consentono di rigenerare economie a valore sociale (market) e le risorse infrastrutturali per la produzione di beni di interesse collettivo (asset). Sono queste le parole chiave – del Workshop – per tornare a investire.

SESSIONE PARALLELA | giovedì 10|09 | ore 14

Gli investimenti nelle imprese sociali: come accompagnarli e sostenerli

#CONFRONTI

Conduce Elio Silva (Il Sole 24 ore)

Ne discutono:

-Francesco Abbà | presidente CGM Finance

-Lorenzo Allevi | co-fondatore e amministratore delegato Oltre Venture

-Andrea Fora | presidente Fon.Coop

-Roberto Leonardi | segretario generale Fondazione Fits!

-Andrea Rapaccini | presidente Make a Change

-Giulia Sateriale | co-fondatrice Social Seed

Sono molteplici e diversi gli attori che si propongono di sostenere i progetti di sviluppo e innovazione delle imprese sociali, soprattutto attraverso l’utilizzo di risorse economiche mirate (sovvenzioni filantropiche, donazioni da privati, prestiti bancari, finanza d’investimento, ecc.). A fronte di una crescente “offerta” si pone la non semplice questione di riconoscere e supportare la “domanda” di risorse da parte di organizzazioni che producono beni e servizi per l’interesse della comunità. La sessione pone a confronto i principali soggetti che, a livello nazionale e locale, sono alla ricerca di buone occasioni di investimento su singole iniziative e su progetti di sistema dell’imprenditoria sociale. Le loro riflessioni saranno utili per comprendere quali siano gli ambiti di investimento più promettenti e quali le principali esigenze, in termini di accompagnamento, per un utilizzo efficace di queste risorse.

5"

SESSIONE PARALLELA | giovedì 10|09 | ore 14

Contenuti e contenitori: rigenerazione, innovazione, partecipazione

#TEMI&PRASSI

A cura di Silvia Sacchetti (The Open University, UK), Massimo Caroli (Consorzio Fare Comunità, Ravenna)

Intervengono:

-Gianluca Cristoforetti | Studio Cristoforetti - Soluzioni per i territori, Ravenna

-Paolo Cottino* | K-city, Milano

-Rodolfo Lewanski | Università degli Studi di Bologna

-Colin Campbell | Assist Social Capital, Edinburgh

-Georges Tabacchi | Social Club, Gruppo Abele, Torino

-Fabrizio Valencic | Cooperativa sociale Arcobaleno, Gorizia

* in attesa di conferma

Pensare in termini di “spazio” aiuta a favorire la comprensione sistemica del ruolo delle imprese sociali come promotori di sviluppo del territorio e delle comunità che lo popolano. Se da un lato le imprese sociali si sono proposte come attori capaci di dare risposte ai bisogni di particolari categorie di utenti, dall’altro emergono forme di disagio diffuso che interessano trasversalmente le comunità locali e la società più in generale. Si pensi ad esempio alla spinta generalizzata verso comportamenti opportunistici ed esclusivi, in certa misura legati alla centralità della competizione e dei valori legati al consumo. Si pensi altresì agli effetti di isolamento ed emarginazione connessi ai nuovi stili di vita e al rapporto consumistico degli individui con gli spazi urbani, rurali, naturali. Il bisogno di rigenerazione sociale, che fino ad ora è stata confinata alle esigenze di particolare gruppi di individui, tocca i territori e le loro comunità in maniera diffusa. Gli studi sul capitale sociale hanno evidenziato che laddove il tessuto di relazioni sociali venga eroso e prevalga l’isolamento, vengono meno anche la capacità di confronto, i comportamenti virtuosi di cooperazione, responsabilità sociale, valorizzazione degli asset sia privati che comuni o pubblici. La comunità intesa come spazio di relazione, cooperazione, comunicazione, deliberazione e democrazia, sviluppo e autodeterminazione rischia lo sgretolamento e la scomparsa. Allo stesso modo possiamo chiederci se la carenza di spazi fisici destinati all’interazione tra individui con esperienze e bisogni diversi contribuisca altresì ad un deficit di relazionalità e di risposte ai bisogni delle comunità. Le imprese sociali si sono proposte come agenti in grado di creare spazi fatti di relazioni e opportunità, ma anche come attori capaci di utilizzare in modo sostenibile le risorse naturali, gli spazi rurali o gli spazi urbani all’interno dei quali i bisogni delle comunità trovano risposte. Questa sessione vuole proporre riflessioni ed esperienze su come, attraverso la creazione e l’utilizzo di spazi fisici (si parla ad esempio di rigenerazione urbana, rurale, ambientale) e relazionali, le imprese sociali possano fare rigenerazione sociale, facendosi portatrici di particolari valori, come l’integrazione sociale, il rispetto per l’ambiente, la tutela del patrimonio culturale e valorizzazione del territorio. L’obiettivo è evidenziare come gli impatti di rigenerazione possano essere intesi come processo di creazione di capitale sociale e fisico, dunque integrati nella strategia innovativa dell’impresa e implementati con meccanismi di coordinamento bottom-up e partecipativi.

6"

SESSIONE PARALLELA | giovedì 10|09 | ore 14

Investimenti in corso d’opera: interrogare le buone pratiche dell’impresa sociale

#TEMI&PRASSI

Modera: Andrea Bernardoni (Legacoopsociali)

Intervengono:

!Leonardo Morsiani | La Polveriera, Reggio Emilia

!Enrico Pozzobon | Eureka, Castelfranco Veneto - TV

!Loreta Novello, Maria Menin | La Margherita, Sandrigo - VI

!Alessandro Tortelli | La Strada di Piazza Grande, Bologna

!Giacomo Caldarelli | Anonima impresa sociale, Perugia

Da quasi dieci anni a questa parte il Workshop presenta buone pratiche di innovazione proposte da imprese sociali italiane. Esperienze che, nel loro insieme, si basano su investimenti di medio-lungo periodo i cui effetti sono variamente – e non sempre facilmente – valutabili. In questa sessione saranno presentate ed “interrogate” esperienze di investimento con l’obiettivo di valutarne la maturità e l’attitudine nel gestire numerose – e spesso contraddittorie – variabili che si presentano “in corso d’opera”; variabili che sollecitano la capacità di adattamento, il dotarsi di competenze specialistiche, la ricerca di nuove risorse e il dialogo con stakeholder nuovi e diversi.

SESSIONE PARALLELA | giovedì 10|09 | ore 14

Community building nelle organizzazioni mutualistiche: da valore sociale a componente strategica

#TEMI&PRASSI

A cura di Riccardo Luciani, Marco Tognetti (LAMA Development and Cooperation Agency), Laura Martelloni (Impact Hub Firenze)

Intervengono:

-Carlo de Los Rios | Camelot Officine Cooperative, Ferrara

-Unicoop Firenze

-Gabriela Grandi | Jump to Sustain-Ability, Roma | ITAS MUTUA

-Gabriella Bartolomeo | SIS Sitema Imprese Sociale, Milano

“Comunità” è l’ennesima parola chiave scippata dal capitalismo all’economia sociale? Non c’è infatti impresa innovativa – soprattutto in fase di startup – che a vario titolo non enfatizzi la componente di community building & management come parte integrante del proprio modello di business e dei propri valori. Certo, le modalità sono diverse, gli strumenti sono cambiati (il ruolo del digitale è sempre più presente) e le implicazioni coinvolgono dalla governance alle forme del lavoro. Nel frattempo però, le organizzazioni dell’economia sociale, depositarie del “brand”, annaspano in una retorica comunitaria, faticando a trasformarla in valore aggiunto. La sessione ha lo scopo di confrontarsi, con atteggiamento critico ed analitico, sulle opportunità e gli stimoli che provengono dall’emergente mondo della collaborative economy; il workshop sarà nutrito dall’esperienza di organizzazioni cooperative e mutualistiche che stanno rivoluzionando le modalità di coinvolgimento delle proprie compagini sociali, investendo su nuovi strumenti ed adattando i modelli di business e di governance al tempo presente.

7"

SESSIONE PARALLELA | giovedì 10|09 | ore 14

Spazio Social Tech: orientare l’innovazione tecnologica al sociale

#CLUSTER

A cura di Francesca Battistoni, Giulia Sateriale (Social Seed)

Si presentano:

-Archilabò Cooperativa Sociale

-B10NIX

-Horus Technology

-INNUVA

-Marioway

-NiuRion | Play to Rehab

-Right Hub

-SIxS. Soluzioni Informatiche per il Sociale

Tecnologia e sociale: mondi diversi, che spesso si percepiscono come estranei l’uno all’altro, ma per molti aspetti potenzialmente sinergici e vicendevolmente strategici. Questa sessione, organizzata nello Spazio Social Tech del Workshop, ha l’obiettivo di avvicinare e orientare l’innovazione tecnologica al sociale, con la convinzione che l’impresa sociale, in quanto organizzazione fortemente relazionale, possa accreditarsi come mediatrice naturale tra l’emergere di nuovi bisogni e la disponibilità di tecnologie in grado di soddisfarli. Da un lato sarà utile riflettere su quali tecnologie presentino caratteristiche che contribuiscono a risolvere problemi sociali, se esse siano già presenti sul mercato o se necessitino di un matching con potenziali partner industriali: domotica, stampanti 3D, devices per l’apprendimento ecc. rappresentano infatti un’opportunità per ridisegnare i processi produttivi rendendoli più efficaci ed efficienti. Dall’altro, se l’innovazione tecnologica è già sempre più socialmente orientata, la sessione sarà un’opportunità per gli stessi produttori di tecnologie di presentare i propri progetti e prototipi a imprenditori sociali che possono prefigurarne l’effettiva funzione d’uso, incrementandone il potenziale di impatto sociale. Dunque non si tratta solo di chiedersi se e come le tecnologie hardware e software possano generare un vantaggio competitivo per l’impresa sociale, ma anche come l’impresa sociale possa rappresentare un effettivo sbocco sul mercato e come il social/tech abbia bisogno di partner industriali per scalare il business e l’impatto.

8"

SESSIONE PARALLELA | giovedì 10|09 | ore 14

Spazio all’upcycling: l’economia circolare del riuso come strategia di cambiamento

#CLUSTER

A cura di Alessandro Dimauro (AleDima Studio), Martino Orler (Cooperativa sociale A.L.P.I.)

Intervengono:

!Silvia Dal Prato | RIUp, Faenza – RA

!Alessandro Dimauro | AleDima Studio, Trento

!Vega Donati | Laboratorio AltreMani – Cooperativa Socialeinrete, Sesto Fiorentino – FI

!Pier Domenico Laghi | CEFF Cooperative per il sociale, Faenza – RA

!Luigi Martari | Progetto Korner – Cooperativa sociale I Piosi, Sommacampagna – VR

!Martino Orler | REDO upcycling, Trento

!Peter Prossliner | Cooperativa sociale Akrat, Bolzano

Riciclo e riuso rappresentano un importante cluster di investimento per un numero sempre più consistente di cooperative e imprese sociali. Oltre alle tematiche legate alla qualità intrinseca dei prodotti, il riciclo pone una serie di questioni rilevanti. In primo luogo, le imprese sociali promuovono, attraverso queste attività, nuovi modelli di economia circolare che riconoscono nella sostenibilità ambientale non solo un vincolo, ma un’opportunità di crescita. In secondo luogo l’upcycling è spesso l’innesto per azioni di change management, cambiamenti che investono l’organizzazione dell’impresa sociale dal punto di vista delle competenze gestionali, delle reti di relazioni, delle architetture dei mercati - in particolare dei brand - e degli strumenti di misurazione dell’impatto sociale. Di tutti questi temi si discuterà in una sessione a ridosso di uno spazio interamente arredato con i prodotti di riciclo di cooperative sociali che avranno quindi modo di presentare i loro prodotti e, al tempo stesso, di confrontarsi sulle implicazioni che derivano da questo loro investimento.

9"

SESSIONE PLENARIA | giovedì 10|09 | ore 17

L’innovazione come proprietà emergente di un sistema economico: ripartire da Schumpeter

Keynote speech: Cristiano Antonelli (Università degli Studi di Torino | Collegio Carlo Alberto)

La teoria sull’innovazione d’impresa deve essere riformulata alla basi. Sono evidenti, infatti, i limiti delle impostazioni fin qui dominanti. Da una parte il mantra – tipico di quest’epoca – che individua le determinanti dell’innovazione in forze esterne (fattori esogeni) che, quasi come un automatismo, introducono elementi di cambiamento nelle organizzazioni d’impresa. D’altro canto anche l’innovazione come processo interno, che si realizza attraverso interazioni informali tra attori localizzati, presenta limiti dovuti ad un eccesso di spontaneismo. In altri termini: l’innovazione non cade come la manna dal cielo e non può essere localizzata solo in contesti (settoriali e territoriali) così specifici da rendere difficile (e molto costosa) la sua trasferibilità. Per riformulare la teoria dell’innovazione occorre ripartire da Schumpeter. La piattaforma schumpeteriana permette infatti di valorizzare l’innovazione come processo endogeno basato su relazioni individuali però altamente sensibili alle caratteristiche istituzionali del sistema e alle forme di organizzazione delle interazioni a livello micro, rendendo così possibile la generazione e l’uso di nuove conoscenze. In questo contesto, assumono un ruolo centrale le relazioni tra alcuni attori chiave (imprenditori, policy maker, ricercatori). Questi soggetti spesso innovano come reazione a cambiamenti inaspettati: solo allora prendono in considerazione l’introduzione di una novità come possibile soluzione. La reazione è quindi una tipica forma di razionalità procedurale che prende forma solo dopo il verificarsi di una sequenza di eventi imprevisti. Il successo è condizionato dalle caratteristiche strutturali del sistema che però spesso si manifestano solo a posteriori. In questo senso l’innovazione è il frutto di un’azione collettiva che può diventare proprietà di un sistema, in forma di infrastruttura relazionale, rimanendo comunque caratterizzata da accentuati elementi di dinamicità e informalità.

Cristiano Antonelli è professore ordinario di politica economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Torino e direttore del Brick (Bureau of Research on Innovation, Complexity and Knowledge) del Collegio Carlo Alberto. È editor della rivista “Economics of Innovation and New Technology”.

SESSIONE PLENARIA | giovedì 10|09 | ore 18.30

Premiazione competition “A new social wave III: rigenerare, innovare, crescere”

A cura di Con.Solida, Trentino Social Tank, Iris Network e Fondazione Italiana Accenture

Durante questa plenaria saranno proclamati i tre vincitori del concorso “A new social wave III”, selezionati da una giuria online nelle settimane precedenti il Workshop

Premiano Anna Puccio (Fondazione Italiana Accenture) e Serenella Cipriani (Con.Solida)

Le imprese sociali sono oggi alle prese con processi di cambiamento organizzativo, di mercato e di scenario sociale ed economico. In questo quadro risulta importante arricchire l’ecosistema imprenditoriale con nuove idee capaci di generare un impatto a favore di cittadini e comunità locali, una nuova “ondata” di progettualità e competenze che favoriscano lo startup di servizi nuovi o il ridisegno di quelli esistenti. In questo contesto il consorzio di cooperative sociali trentine Con.Solida – in collaborazione con Trentino Social Tank, Iris Network e Fondazione Italiana Accenture – ha lanciato “A new sociale wave III: rigenerare, innovare, crescere”, un concorso per idee progettuali ospitato sulla piattaforma ideaTRE60 finalizzato a premiare proposte che incrementino l’efficacia e l’impatto delle imprese sociali.

10"

VENERDÌ 11|09|15

SESSIONE PARALLELA | venerdì’ 11|09 | ore 9

Costruire ecosistemi d’innovazione: le tappe del percorso, i soggetti che accompagnano

#TEMI&PRASSI

A cura di Paolo Venturi (Aiccon)

Intervengono:

-Michele D’Alena* (Comune di Bologna)

Ecosistema per policy collaborative

Come infrastrutturare le relazioni con i cittadini, le associazioni, le imprese e le istituzioni per costruire percorsi di innovazione fondati sulla collaborazione.

-Silvia Bartellini (Cooperativa sociale La Cordata, Milano)

Ecosistema per scalare l’impresa sociale

Quale ecosistema per la scalabilità di una start up promossa da imprese sociali.

-Francesco Pozzobon (ItaliaCamp)

Ecosistema per la rigenerazione urbana

Disegnare l’ecosistema di riferimento quale punto di partenza di qualsiasi progetto di ri-generazione urbana.

-Wether Albertazzi (Planimetrie Culturali, Bologna)

Ecosistema per il distretto popolare evoluto

Il distretto popolare evoluto e il ruolo dell’impresa sociale.

-Giovanni Teneggi (Confcooperative Reggio Emilia)

Ecosistema per rigenerare le aree interne

Condizioni e meccanismi generativi per alimentare percorsi sostenibili di sviluppo economico in aree rurali.

* in attesa di conferma

Nel contesto italiano gli ecosistemi di risorse che sostengono la crescita e lo sviluppo di innovazioni sono stati - e in buona parte sono ancora - autoprodotti dalle organizzazioni direttamente coinvolte, attraverso processi in gran parte informali e fortemente legati alle peculiarità dei contesti. L’innovazione dell’impresa sociale non fa eccezione: basta guardare alla diffusione di strutture consortili, federative ed ibride in grado di coordinare le attività, rappresentare gli interessi e, appunto, scalare le innovazioni. Ora però l’innovazione sociale è un campo aperto al contributo di un numero sempre più ampio e variegato di soggetti che agiscono secondo linee d’azione non sempre convergenti. Per questa ragione costruire ecosistemi diventa sempre più un’attività “artificiale” e non solo di aggregazione “naturale” di organizzazioni che condividono importati elementi di omogeneità. In questo quadro, società di consulting, R&D, reti d’impresa, agenzie pubbliche ecc. possono svolgere un ruolo sempre più rilevante a livello locale, nazionale e internazionale per infrastrutturare ecosistemi di innovazione, incrementandone la visibilità e l’impatto e per attrarre risorse dedicate. Nella sessione verranno proposte diverse architetture di ecosistemi che si posizionano all’interno di una nuova geografia del valore che caratterizza l’economia e società italiana.

11"

SESSIONE PARALLELA | venerdì’ 11|09 | ore 9

Startup e rami d’azienda per una contaminazione consapevole: a new social wave

#TEMI&PRASSI

A cura di Con.Solida e Trentino Social Tank

I tre progetti vincitori del concorso “A new social wave III: rigenerare, innovare, crescere” avranno occasione di presentarsi in un dibattito con alcuni dei componenti della giuria e con i partecipanti del Workshop.

Modera: Anna Omodei | Pares, Milano

Intervengono:

-Bruna Penasa* | Con.Solida - Cooperativa sociale La Sfera, Trento

-Elisa Poletti | Trentino Social Tank

-Marina Spinelli* | Fondazione Italiana Accenture

-Laura Sacco | Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino

-Angelo Bodra | Social Hub Genova

* in attesa di conferma

Nella risposta al bando di concorso i candidati si sono ispirati a tre temi considerati prioritari dai promotori: inspire (innovazioni di prodotto che affrontano fenomeni di vulnerabilità e nuovi rischi sociali in due specifici ambiti: salute e transizione scuola-lavoro), engage (proposte e soluzioni per un coinvolgimento attivo degli stakeholder delle imprese sociali: comunità locali, lavoratori, volontari, beneficiari dei servizi, enti e istituzioni), models & tools (strumenti che migliorano l’efficienza organizzativa e incrementano l’efficacia nella produzione di valore sociale). La sessione sarà occasione per evidenziare quali aspetti delle progettualità dei vincitori meglio rispondano ai reali bisogni e aspettative di imprese sociali mature – alle prese con processi di cambiamento organizzativo, di mercato e di contesto sociale ed economico – e intravedere già un possibile matching tra idee e cooperative sociali del territorio.

12"

SESSIONE PARALLELA | venerdì’ 11|09 | ore 9

La cultura si fa spazio nell’impresa sociale

#TEMI&PRASSI

A cura di Culturalia

Modera: Giovanni Petrini (Avanzi)

Intervengono:

-Maurizio Busacca | M.A.C. Lab – Laboratorio di Management delle Arti e della Cultura, Università Ca’ Foscari Venezia

,Anna Fiscale | Progetto Quid

,Giovanni Franchina | Bepart

,Alessandro Rubini* | Fondazione Cariplo

* in attesa di conferma

Le istituzioni culturali e il settore delle imprese creative vengono ormai intesi, più in Europa che in Italia, come un unico settore economico il cui scopo è realizzare progetti, servizi e prodotti non solo a favore della tutela del patrimonio materiale e immateriale e della produzione culturale strictu sensu, ma anche di vere e proprie industrie. Questo cluster è da anni evocato come uno degli asset strategici di sviluppo economico e fattore di coesione sociale per il nostro Paese, in particolare a livello locale. Tuttavia pochi sono gli interventi di sistema che hanno provato a concretizzare questo potenziale, anche solo dal punto di vista della narrazione e della costruzione di un senso di identità. Contemporaneamente, dal basso, emergono esperienze d’innovazione culturale e creativa (private, pubbliche e miste; profit, nonprofit e ibride) che cercano di andare oltre la retorica tipicamente industrialista del “giacimento da sfruttare”, dando a vita a “imprese” che sviluppano progetti, servizi e modelli organizzativi in grado di garantire impatto, sostenibilità, partecipazione, lavoro, coesione e, soprattutto, in grado di ridare “senso” alla produzione culturale nel XXI secolo. Queste esperienze emergono, crescono e a volte falliscono, in un contesto molto difficile: immobilità sociale, crisi della finanza pubblica, crescita economica stagnante, disoccupazione, assenza di ammortizzatori sociali attivi, scarsa propensione all’innovazione delle istituzioni culturali esistenti, ecc. Di certo uno degli ostacoli più ardui è l’assenza di una quadro giuridico (e fiscale) semplice, chiaro e funzionale a sostenere le varie fasi di sviluppo delle imprese, dalla fase progettuale a quella di espansione, a quella di ampliamento del mercato anche in ottica internazionale. Nessuna delle forme giuridiche oggi esistenti, profit o nonprofit, riesce a corrispondere ai bisogni operativi - economico-finanziari in primis - e alla volontà di generare valore condiviso, sociale e culturale che caratterizzano queste esperienze.

In questo “vuoto” l’impresa sociale può giocare un ruolo importante, perché fornisce una veste giuridico-formale coerente e funzionale anche per molte imprese culturali: sia per le tipologia economica delle attività svolte, sia perché la loro produzione di valore passa dalla reciprocità, dalla condivisione e dalla valorizzazione delle vocazioni territoriali o delle community digitali. Tuttavia esistono tre ordini di problemi: Il “mondo creativo-culturale” non ri- conosce l’impresa sociale come qualcosa che lo può riguardare; l’attuale normativa sull’impresa sociale non riesce a soddisfare appieno i bisogni incrementali delle imprese creative e culturali; esistono forme giuridiche nonprofit che hanno vantaggi fiscali e flessibilità normativa molto più rilevanti, a cui le organizzazioni culturali e creative ci si rivolgono prioritariamente.

Questi alcuni dei temi a dibattito nella sessione organizzata da Culturalia, la guest community dell’edizione 2015 del Workshop sull’impresa sociale, che come tradizione ospita al suo interno “comunità” di soggetti che, a diverso titolo, si propongono di generare cambiamento nei sistemi socio-economici e politici attraverso azioni di advocacy e contributi professionali. Culturalia è un gruppo informale di “innovatori culturali” - progettisti, professionisti, ricercatori, imprenditori, practicioner - che si propone di raccogliere, condividere e rappresentare le pratiche e le aspettative di cambiamento che quotidianamente emergono dai territori italiani.

13"

SESSIONE PARALLELA | venerdì 11|09 | ore 9

Spazio all’upcycling: l’economia circolare del riuso dalla nicchia al distretto

#CLUSTER

A cura di Andrea Vecci (Economia e sostenibilità EStà, Milano | Cooperativa sociale “Il Giardinone”, Milano) Intervengono:

-Luigi Bosio (Cooperativa sociale E.R.I.C.A., Alba – CN)

-Michele Tait (Con.Solida, Trento)

-Pier Andrea Moiso (Cooperativa sociale Triciclo, Torino)

-Emanuela Barbacovi (Cooperativa sociale CS4, Pergine Valsugana – TN | Cooperativa sociale Aurora, Trento)

Nell’ambito degli investimento delle imprese sociali in attività legate al riciclo e al riuso, questa sessione ha come tema l’upgrade, la crescita di questo comparto, passando dalla nicchia ad un vero e proprio distretto all’interno del quale le imprese sociali governano il ciclo della raccolta e del riuso a favore di diversi soggetti: amministrazioni locali, municipalizzate, organizzazioni di cittadini, startup innovative, altre imprese sociali e organizzazioni di terzo settore. Verranno presentati alcuni cantieri in corso d’opera e situazioni più strutturate di distretti del riuso, organizzati utilizzando schemi normativi e modelli che mettono al centro il valore ambientale ed anche sociale di queste attività (ad esempio in forma di DES - Distretto di Economia Solidale).

SESSIONE PARALLELA | venerdì’ 11|09 | ore 9

Spazio Social Tech: tecnologie accessibili, makers e disabilità

#CLUSTER

A cura di Francesca Battistoni, Tamami Komatsu, Giulia Sateriale (Social Seed)

& Kristian Mancinone (Cooperativa sociale BigBang, Bologna), Guglielmo Apolloni (Diffuse Creativity Design Thinkers), Valeria Adani (Epoca, Milano)

Con la partecipazione del progetto Exploramy

L'innovazione tecnologica nel settore sociale non può prescindere dai concetti di usabilità e accessibilità; viceversa le tecnologie possono consentire a utenti con disabilità di raggiungere un maggior grado di autonomia e inclusione. La sessione ha l’obiettivo di ridisegnare i servizi del progetto Exploramy, insieme agli utenti disabili, in quanto progettare con l’utente è un plusvalore per tutti. Exploramy nasce con l’obiettivo di offrire esperienze turistiche accessibili, certificate, personalizzate a persone con bisogni speciali: disabili motori e sensoriali, anziani, donne in gravidanza, famiglie con bambini, persone con ritardi nell’apprendimento, con intolleranze alimentari. Le persone con bisogni speciali sono spesso in difficoltà nel trovare offerte e informazioni chiare, aggiornate, affidabili e facilmente fruibili che garantiscano un’esperienza turistica accessibile e in sicurezza. Exploramy è un marketplace che crea e/o aggrega prodotti e servizi per esperienze di turismo accessibile. L’approccio del co-design del servizio può risultare di particolare forza soprattutto nel caso di utenti con vari tipi e gradi di disabilità (come in questo caso), essendo loro stessi “designer” in grado di “piegare” gli oggetti esistenti alle proprie necessità. Attraverso la sperimentazione e co-progettazione di servizi su tecnologie che il progetto utilizza, si potrà comprendere il reale valore del sistema prodotto-servizio e il tipo di risposta che le tecnologie posso dare a bisogni emergenti. Durante la sessione vari team composti da disabili, designer, makers e altri partecipanti del Workshop seguiranno un percorso di co-progettazione; il progetto sarà sottoposto ad un design contest di ridefinizione del suo utilizzo in contesti diversi, proponendo ai partecipanti modalità interattive per testare le funzionalità delle tecnologie e individuare nuove funzioni d'uso. Con l’obiettivo finale di ottenere soluzioni progettuali concrete per lo sviluppo di un servizio e strumenti di progettazione partecipata accessibili.

14"

SESSIONE PARALLELA | venerdì’ 11|09 | ore 9

Nuovi modelli: come la sharing economy trasforma il terzo settore

#CONFRONTI

A cura di Tommaso Sorichetti (Puntodock), Carlo Andorlini (Libera)

Ne discutono:

!Simone Bucchi (Fondazione Noi:Domani)

!Marta Maineri (Collaboriamo)

!Gianfranco Marocchi (Consorzio Idee in Rete)

!Anna Puccio* (Fondazione Italiana Accenture)

!Andrea Pugliese (Hub Roma)

* in attesa di conferma

Apertura, condivisione, sharing, ma anche comunità, coprogettazione, impatto sociale. Non sono titoli di un dibattito teorico, ma pratiche già in atto, che mostrano al pubblico l’utilità collettiva delle piattaforme di condivisione, al privato la sostenibilità di aziende che diventano imprese collaborative. I modelli tradizionali si sciolgono e si ricombinano in innovazione aperta, esperimenti di comunità, modelli di lavoro orizzontali e trasformazioni di imprese su prodotti e processi. Che ruolo ha l’utente nel nuovo sistema? Su cosa basiamo i nostri servizi? Come costruiamo e valutiamo il valore che consegniamo?

Oltre la divisione tra primo, secondo e terzo settore, oltre la separazione netta tra produttore e consumatore, nuovi legami di fiducia si stanno formando, creando o rinsaldando un nuovo tessuto fatto di valore e fiducia tra persone. L'investimento nelle comunità avviene attraverso la contaminazione tra l’esistente e la sharing economy: da una parte il terzo settore ridisegna nuovi servizi e riacquista una dimensione sociale grazie all'economia della condivisione, dall'altra nelle pratiche di sharing, ancora agli albori, la persona può tornare al centro, anche grazie al contributo di chi ha fatto del sociale la propria missione. Storie italiane e spunti di futuro.

15"

SESSIONE PARALLELA | venerdì’ 11|09 | ore 9

Effetto traino? A quali condizioni la riforma può sostenere gli investimenti dell’impresa sociale

#CONFRONTI

Conduce Riccardo Bonacina (Vita)

Ne discutono:

-Luigi Bobba | Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

-Stefano Lepri | Commissione Affari Costituzionali, Senato della Repubblica

-Giuseppe Guerini | presidente Federsolidarietà-Confcooperative

-Stefano Granata | presidente Gruppo Cooperativo CGM

-Raffaella Pannuti | presidente Fondazione ANT

-Fabrizio Pregliasco | presidente ANPAS

La riforma del terzo settore e dell’impresa sociale è in stallo, ferma nell’ingorgo dei lavori parlamentari e rallentata dalla volontà di introdurre ulteriori, importanti modifiche al testo approvato dalla Camera dei Deputati. Eppure il dibattito che l’accompagna fin dal suo lancio (ormai un anno fa) non accenna a scemare, anzi aumenta di intensità, in particolare per quanto riguarda aspetti definitori e strutturali dell’impresa sociale: tetto alla distribuzione degli utili, settori di attività, misurazione dell’impatto sociale, ecc. La sessione è l’occasione per mettere a confronto i principali stakeholder nazionali, sia per ridare slancio al percorso riformatore, sia per capire a quali condizioni il nuovo assetto normativo è funzionale a sostenere la propensione all’investimento dell’imprenditoria sociale italiana.

16"

SESSIONE PLENARIA | venerdì’ 11|09 | ore 11.30

Quel che è prioritario – e non solo trendy - per chi investe nell’impresa sociale

Intervengono:

Vincenzo Manes | imprenditore e consigliere del Presidente del Consiglio per il terzo settore

Sergio Urbani | Segretario Generale Fondazione Cariplo

Modera: Gianluca Salvatori (Euricse)

Quali sono le condizioni che, in termini generali, possono favorire gli investimenti? Certezza delle regole, capacità ideativa, propensione al rischio. Aspetti che, nel caso dell’impresa sociale, assumono complessità ulteriori, a fronte di un quadro normativo e definitorio ancora in divenire e di una realtà imprenditoriale che si caratterizza per la compresenza di esperienze mature (soprattutto nel campo della cooperazione sociale) e di un potenziale di sviluppo ancora inesplorato.

Per tracciare le linee guida di una nuova “agenda di investimenti” dell’impresa sociale sono stati inviati alla sessione di chiusura del Workshop alcuni attori che – attraverso modalità diverse – investono in modo significativo (per continuità e rilevanza) in questo campo: Vincenzo Manes, imprenditore – anche in campo sociale – recentemente incaricato dal Governo di costruire un fondo nazionale dedicato all’impresa sociale, e Sergio Urbani, neo Segretario Generale di Fondazione Cariplo, il più importante attore filantropico nazionale le cui strategie e iniziative riconoscono nell’impresa sociale, ormai da tempo, un soggetto importante in alcuni settori chiave quali welfare comunitario, cultura e tutela del patrimonio, housing sociale. I loro interventi verranno moderati creando un dialogo con gli imprenditori sociali presenti in sala.

Vincenzo Manes è un noto imprenditore italiano e consigliere pro bono del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana per il terzo settore. E’ presidente di Intek Group SpA, vice-presidente esecutivo di KME Group, presidente di Fondazione Dynamo, vice-presidente della Società italiana di filantropia e consigliere della Fondazione W.W.F. Italia. Nel 2014 è risultato tra i 25 imprenditori insigniti dal Capo dello Stato dell’Ordine al merito del lavoro.

Sergio Urbani è Segretario Generale di Fondazione Cariplo. Laureato in economia aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, è stato il pioniere dell’housing sociale in Italia, sin dalla nascita della Fondazione Housing Sociale di cui è stato Direttore e Consigliere delegato.